martedì, 30 settembre 2008


Ci voleva proprio la sconfitta meritata nel derby per far scatenare Josè Mourinho. Così dopo la polemica su Beppe Baresi si è verificato un bel siparietto: oggi all'ennesima domanda "fastidiosa" lo S1 si è lasciato andare ad una delle sue proverbiali ed esagerate
dichiarazioni contro un giornalista reo di aver insistito nel fare domande tecniche riguardo il derby: "Il nostro lavoro si vive giorno per giorno, mentre voi scrivete solo il giorno dopo...". Alla provocazione "faccio la formazione prima se mi dà parte dei suoi 9 milioni di ingaggio", ha replicato: "Non sono 9 ma 11 e con gli sponsor arrivo a 14". Ahahaha grande Josè. Ma la domanda nasce spontanea, come diceva Lubrano: cosa succede se l'Inter non vince contro il Werder?
Non crediamo succederà ma nel calcio non si sa mai. Anche ad uno speciale come Mourinho potrebbe capitare di andare in crisi.


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categoria:caramelle mou, a mente calda
venerdì, 26 settembre 2008


Simpatica maglietta del Flamengo per convincere Ronaldo a firmare. Ronaldo Firma!!
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categoria:stranezze del calcio, è un calcio malaato
venerdì, 26 settembre 2008


Dopo la Coppa delle Coppe e la Coppa dei Campioni se ne va anche la Coppa Uefa. Cambiano il logo e la formula che sarà in tutto e per tutto uguale a quella della sorellona Champions League. Era un cambiamento inevitabile vista la scarsa considerazione di cui gode in questo memento storico la vecchia Coppa Uefa. La formula a gironi in Champions League ha funzionato alla grande regalando spettacolo e maggiore visibilità anche a quei paesi spesso emarginati dal grande giro del calcio europeo. Speriamo sia così anche per la nuova Europa League
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categoria:news, a mente calda
giovedì, 25 settembre 2008

da Calcioblog.it e Milano Finanza

La Saras S.p.a. è una società per azioni italiana, costituita nel 1962, operativa nel settore della raffinazione del petrolio e nella produzione di energia elettrica. Fondata da Angelo Moratti, è a tutt’oggi controllata dalla famiglia Moratti che possiede oltre il 62% delle azioni. In questi giorni, il nome di questa Azienda è tornato alla ribalta delle cronache per dei presunti dati truccati. In parole povere avrebbero “gonfiato” dei dati a vantaggio della Borsa e…dell’Inter.

Premetto che non ne capisco un’acca di finanza, Borsa, giochi economici e quant’altro, pertanto mi limito a riportarvi quanto emerso dai quotidiani. L’accusa, parla di una pubblicazione, relativa al 2005, di un utile di circa 293 milioni di euro, che sarebbe stato “gonfiato” per tappare i debiti dell’Inter. Il tutto, ovviamente, a discapito dei risparmiatori, e della giustizia. E del Mercato, che avrebbe visto andare in fumo qualcosa come 770 mln euro.

Questa è l’accusa. Al momento, la difesa si limita al “Sono tutte calunnie” e al “Lasciatemi in pace” di Massimo Moratti, nonchè alla risposta ufficiale della Saras S.p.a sul proprio sito. Ovviamente ora, la giustizia farà il suo corso e scopriremo se, veramente, i lavoratori che hanno investito i loro risparmi nella Saras, si sono visti truffare a beneficio di Ibraimovich & Co. o se, come sostiene la difesa, è tutto falso ed uno squallido tentativo di gettare fango sull’unica Società calcistica dimostratasi, fino ad oggi, pulita. Di seguito, il testo integrale dell’articolo di Milano Finanza.

Saras: gonfiata per la Borsa e per l’Inter (Repubblica)

Il titolo Saras valeva tra 4 e 5 euro per azione, mentre le banche e la famiglia Moratti lo hanno piazzato sul mercato a 6 euro e

“per farlo, secondo la ricostruzione del consulente tecnico della pocura di Milano, Marco Honegger, non avrebbero pubblicato alcuni dati rilevanti nel prospetto informativo”.

E’ quanto si legge in un’inchiesta de La Repubblica, secondo cui Honegger ha ricostruito in un documento di oltre 400 pagine i motivi del tonfo in Borsa delle azioni Saras subito dopo lo sbarco a Piazza Affari ed ha ipotizzato che l’incasso della quotazione sia servito soprattutto a Massimo Moratti per far fronte ai debiti dell’Inter con contestuale danno per il mercato di 770 mln euro. Dall’analisi di Honegger emerge che i risparmiatori non erano stati informati che l’utile 2005, pari a 292,6 mln euro, era “gonfiato” da utili derivanti dalle scorte di magazzino.

Dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza presso Jp Morgan, advisor per l’Ipo, emerge inoltre chiaramente che nei report su Saras redatti prima della quotazione, gli analisti, prendono in considerazione gli utili depurati (”comparable”) per calcolare il valore delle societa’ di raffinazione. Gli unici a non farlo sono quelli di Jp Morgan. Non vi e’ insomma nessuna giustificazione di un prezzo di 6 euro nemmeno negli studi delle tre banche che hanno partecipato alla quotazione: “Sulla base delle valutazioni rettificate delle banche d’affari partecipanti all’operazione, il range avrebbe dovuto collocarsi tra i 4 e i 5 mld euro (ossia tra i 4,4 e i 5,6 euro per azione); dunque inferiore di 700 mln a quello definito in Prospetto Informativo”, sostiene la consulenza. Non e’ un caso, quindi, che le quotazioni di Saras, dal giorno dello sbarco in Borsa a oggi, si siano allineate ai valori stimati dagli analisti.

Perche’ allora spingere il prezzo di quotazione? Le email sequestrate dagli inquirenti offrono qualche indicazione. “E’ vitale che davanti al prezzo ci sia un 6″, scriveva il numero uno di Jp Morgan, Federico Imbert, a un suo collega, mentre il bookbuilding attraversava una fase critica. Jp Morgan, oltre alle commissioni per il collocamento, otterra’, cosa taciuta nel prospetto, anche il mandato dalla famiglia Moratti per gestire attraverso la sua filiale di private banking, i lauti proventi della quotazione. Un altro banchiere di Jp Morgan, Emilio R.Saracho svela in una email un ulteriore dettaglio: “Devi essere al corrente del fatto che abbiamo ottenuto 1,6 mld euro, cioe’ da entrambi fratelli, ma uno dei due deve ripagare 500 mld di debiti, e cosi’ quella parte non la vedremo per lungo tempo”.

Sempre Imbert, il 14 marzo 2006, alza il sipario sui presunti interessi di Banca Intesa, mentre in un documento, trovato presso la Jp Morgan, si spiega la scelta di affiancare un aumento di capitale, non necessario, alla vendita di titoli da parte della famiglia. Se cosi’ non fosse, “verrebbe videnziata una scarsa propensione ad investire e si darebbe l’idea che la proprieta’ vuole solo fare cassa, prestando il fianco a critiche su altre iniziative (metti i soldi nell’Inter)”.

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categoria:è un calcio malaato
giovedì, 25 settembre 2008


da Gazzetta.it

"Non cerchiamo scuse, qui ci sono errori grossolani ce lo devono spiegare, sennò per me diventa difficile": Luciano Spalletti ai microfoni di Sky commenta così le immagini del gol annullato a Panucci che in realtà era regolare. "Questo è un episodio clamoroso e grave. Anche uno che va a fare il guardalinee a livello amatoriale, è troppo semplice. Non so cosa dire - aggiunge - e spiegare a sua discolpa perchè anche se il pallone lo toccasse Loria il gol è buono".
Spalletti fatica a contenere la rabbia per quel gol annullato regolarissimo annullato a Panucci sul 2-1 per il Genoa, al 21' della ripresa, e che avrebbe dato un senso diverso alla partita di Marassi, gara che poi i rossoblù hanno vinto per 3-1. "Un calciatore - avverte però il tecnico della Roma - non si deve lasciar turbare da niente e da nessuno, il giocatore forte deve avere una sua strada da seguire, qualsiasi tranello gli venga creato, al di là degli episodi. Però questo - prosegue ai microfoni di Sky Sport - è clamoroso e grave".

Per quello che si è visto stasera, oltre al capitano De Rossi, la Roma è stata poca cosa e il Genoa ha vinto meritatamente. Che Spalletti si preoccupi delle dieci palle gol che la Roma subisce da due mesi a questa parte prima di addossare al povero guardalinee ipovedente la responsabilità di aver palesemente perso il senso del gioco senza la carismatica e geniale guida del Capitano originale. Lo sapevano anche i sassi di Ostia che alla Roma serviva un Amauri, cioè un giocatore in grado di fare reparto da solo lì davanti, piuttosto che due mezze scommesse in grado di fare tutto e niente al tempo stesso. La Roma di oggi è inguardabile e non di certo per colpa della quaterna arbitrale.

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categoria:stranezze del calcio, phallimenti, a mente calda
martedì, 16 settembre 2008


Momentaccio per il Milan che perde anche Pirlo per un guaio muscolare. Ancelotti dovrà far quadrare i conti senza il suo uomo migliore per la verità apparso gravemente fuori forma e quasi la comparsa del miglior play maker del pianeta.

Scrivo questo post in realtà per evidenziare il commento di un illuminato milanista un po' confuso da questo sconcertante inizio di stagione rossonera, addebitabile crediamo ad un generale stato di forma precario generato da molteplici fattori (viaggi, olimpiadi, preparazione basata sul lungo periodo). Costui nel forum della Gazzetta.it ha il coraggio di scrivere in merito all'infortunio di Pirlo:

"
... sono proprio felice perchè Pirlo è il giocatore più sopravvalutato in Italia... dovevamo venderlo dopo i mondiali quando ce lo pagavano più 20 milioni... perde palloni, rallenta il gioco e qualcuno ha il coraggio di dire che è il migliore nel calciare le punizioni... ma per cortesia non arriva neanche in porta il pallone.."
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categoria:stranezze del calcio, a mente calda
martedì, 16 settembre 2008


Ecco il testo integrale del Comunicato ufficiale delirante dell'ad Lo Monaco il quale non sembra minimamente pago dopo le incredibili dichiarazioni rilasciate a seguito di quelle non carine ma neanche poi così gravi di Mou nel dopo Inter -Catania.

ENJOY!!

Apprendo che il signor Mourinho, allenatore dell’F.C. Internazionale, durante l’introduzione della conferenza stampa alla vigilia di Panathinaikos – Inter, parla del sottoscritto e, nel leggere i tre punti che riguardano il suo commento al mio metaforico riferimento alle “bastonate sui denti” che avrebbe meritato per le dichiarazioni a margine della gara disputata tra Inter e Catania sabato sera, non mi sorprendo assolutamente di tale manifestazione, dati i consueti comportamenti di tale soggetto.
La mia frase è assimilabile ad un intercalare tipico delle nostre parti, e non è certo da intendersi come qualcosa che possa istigare violenza o realizzarsi fisicamente, bensì un corollario a tutto un insieme di diverse considerazioni. Se qualcuno, comunque, è stato indotto a comprendere diversamente il senso della mia espressione, ebbene, chiedo scusa fin da ora. Credo che il Catania abbia dimostrato in questi anni il suo forte dissenso verso ogni forma di violenza e sono certo che strumentalizzare la mia frase dimostra soltanto la pochezza dell’interlocutore.Voglio entrare piuttosto nel merito dei tre punti che il signor Mourinho usa per replicare alle mie dichiarazioni.Innanzitutto, la prima pagina certo non mi interessa. Non la cerco ed ho conquistato tutto quello che ho raggiunto con il lavoro mio e dei miei uomini, gestendo con oculatezza assoluta quanto permetteva il portafoglio dei miei presidenti, certo meno gonfio di quello dei suoi, senza badare alle luci dei riflettori; in secondo luogo, che vergogna ostentare il fatto che lui guadagna anche con la pubblicità e sbattere ciò in faccia a me, ai catanesi ed a tutti i piccoli che certamente identifica tutti insieme con la sua insopportabile aria di superiorità e con il suo disgustoso disprezzo; in terzo luogo, infine, mi chiamo Lo Monaco, non Monaco semplicemente. Sono certo che, d’ora in poi, se ne ricorderà in maniera nitida!Ed infine parliamo di calcio. L’Inter, e lo dico con vera convinzione, ha l’organico più forte d’Europa. Peccato abbia dimostrato di avere anche l’allenatore più chiacchierone del Continente! La sua squadra, fino a prova contraria, ha vinto contro di noi grazie a due autoreti: incredibile la carambola della prima, mai dimostrata la validità della seconda. Immaginate, a porte invertite, se avessero dato per buono il secondo gol (autogol) al Catania? Per favore, siamo seri, Mourinho!Quello che ho detto a commento della gara lo confermo tutto: l’equità dell’espulsione di Muntari, la nostra sudditanza psicologica e probabilmente quella di qualcun altro, il fatto che lei deve assolutamente vincere, pena un mesto ritorno al suo Paese. Tra qualche mese sapremo. Non credo che il calcio italiano, senza di lei, perda granché…

Pietro Lo Monaco
Amministratore Delegato Calcio Catania

Ricordiamo che il signor Lo Monaco è lo stesso personaggio che a seguito della morte di Raciti aveva annunciato il suo addio al calcio per poi "dimenticarsi" di farlo e restare bellamente al suo posto. Lo stesso che accusò la vedova Raciti di parlare troppo e come se non bastasse l’ad catanese è stato inibito per 3 mesi per aver dato abbonamenti gratis ai tifosi della curva.

VI PREGO FATE QUALCOSA PER QUEST'UOMO.

martedì, 16 settembre 2008


da Calcioblog.it

Quante giornate di squalifica si beccherà Guillermo Rodriguez? Se lo chiedono in queste ore i tifosi dell’Independiente: durante l’acceso derby contro il Boca Juniors, il difensore uruguayano del team di Avellaneda ha perso completamente la testa, prendendo per il collo il guardalinee Diego Romero. Mancavano tre minuti alla fine del match quando è successo l’episodio, subito immortalato dagli obiettivi dei fotografi presenti: espulso dall’arbitro Lunati su segnalazione del giudice di linea (per aver mimato il segno dei soldi come a dare del venduto al direttore di gara), lo stopper 24enne ha esagerato nelle proteste.
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categoria:geni del calcio, stranezze del calcio
venerdì, 12 settembre 2008
Ma inventat, è una simulazione, non è mai successo!
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categoria:geni del calcio
giovedì, 11 settembre 2008


Ci sono cose che non capirò mai. I fischi a Luca Toni di ieri sera sono una cosa indegna. Soprattutto vuol dire non saper leggere una partita nella quale l'Italia non è mai riuscita, tranne che nel primo quarto d'ora, a essere corta e supportare adeguatamente il nostro miglior bomber che per carità non sarà in formissima e non segna da febbraio ma rimane sempre un campione del mondo e uno dei più forti centravanti in circolazione.
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categoria:geni del calcio, a mente fredda, stranezze del calcio
giovedì, 11 settembre 2008

da Sportmediaset.it

La Juve ha chiuso la pratica Antonio Cassano. Non è un mistero che il fantasista della Samp fosse nelle mire bianconere, ma ora pare che l'accordo sia stato raggiunto. I dirigenti dei due club avrebbero già trovato l'intesa verbale per il trasferimento del barese a Torino da giugno. Secco e Blanc hanno fatto sapere che la clausola rescissoria da 18 milioni di euro non è un problema e nella trattativa potrebbe entrare il prestito di Giovinco.

Come racconta Tuttosport, Garrone e Marotta hanno dato il via libera all'operazione, permettendo ai dirigenti juventini di contattare il procuratore del giocatore, Giuseppe Bozzo, presentando un'offerta economica e tecnica adeguata al valore del fantasista. La Samp potrebbe avere come contropartita Sebastian Giovinco, chiaramente solo in prestito, probabilmente gratuito, e contribuire così anche alla sua crescita prima del rientro alla base.

Insomma, in attesa dell'annuncio ufficiale c'è una stretta di mano, che vale quanto una firma.


Sarebbe un gran colpo per entrambe le parti: Cassando potrebbe finalmente trovare una società di vertice, seria e affidabile per poter finalmente fare il definitivo salto a livello mondiale mentre la Juve potrebbe puntellare l'attacco e cominciare a pensare al dopo DelPiero con serenità. Nel 2009 Fantantonio avrà 27 anni, l'età giusta per la maturazione.

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categoria:news, dreams, mercato, geni del calcio, a mente calda
sabato, 06 settembre 2008
Primo sigillo di SuperMario Balotelli in maglia azzurra. Crediamo sia il primo di tantissimi.

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categoria:gollazzi, piccoli fenomeni crescono, geni del calcio
giovedì, 04 settembre 2008
Gordo
Questa non ha proprio bisogno di commenti...
postato da: bongio79 alle ore 17:04 | Permalink | commenti
categoria:palloni gonfiati
giovedì, 04 settembre 2008


Salutiamo con piacere il ritorno in serie A del Killer, come simpaticamente viene soprannominato da qualcuno (me e i miei amici) . Balzato agli onori della cronaca sportiva l'anno scorso quando riuscì a salvare un Cagliari già praticamente retrocesso, Ballardini con il suo aplomb impeccabile e i suoi occhiali da sole è un personaggio affascinante, inquitante quasi romanzesco.
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categoria:geni del calcio, rimonte dantologia
giovedì, 04 settembre 2008

da Calcioblog.it

Era il sogno di Pep Guardiola; voleva allenare Robinho ed iniziare il nuovo progetto blaugrana ripartendo da un brasiliano per affiancarlo a Leo Messi e a Bojan. Si pensava addirittura ad uno scambio con Samuel Eto’o, ma il Real Madrid non era propenso per nessun motivo ad intavolare una trattativa soprattutto perché considerava incedibile il n 10.

La situazione, però, nel giro di poche settimane è cambiata radicalmente; prima Robinho chiede di lasciare il Club per approdare al Chelsea di Scolari, poi nelle ultime ore di calciomercato accetta l’offerta del Manchester City, squadra con possibilità alquanto remote di poter vincere la Premier League

Robinho aveva l’intenzione di lasciare Madrid per poter giocare in Club che gli permettesse di diventare il migliore giocatore al mondo, ma poi accetta l’offerta del City nel giro di pochissimo tempo. Cosa ha fatto cambiare idea a Robinho? Ramon Calderon, presidente del Real Madrid, in un’intervista concessa a “El Larguero” di Cadena Ser spiega che il calciatore ha voluto lasciare Madrid per questioni personali:

 Il ragazzo aveva un problema molto più serio di quello che io credevo. Mi ripeteva, “Presidente è lo stesso, vado al Manchester City”;” piangeva quando diceva che andava al City. Quella non è una grande squadra, non gioca la Champions però il giocatore non voleva rimanere in Spagna. In alcune occasioni mi ha persino detto che pensava di ritirarsi dal mondo del calcio e che avrebbe vissuto in Brasile”.

I rapporti tra Real Madrid e Robinho non erano più gli stessi; dopo le dichiarazioni rilasciate dal calciatore era chiaro che la frattura non si sarebbe ricomposta facilmente. Calderon racconta che ,una volta ricevuta l’offerta del City, ha contattato il brasiliano per decidere il da farsi.

Quando ho contattato il giocatore l’ho visto molto male, era in una situazione disperata. Dal punto di vista umano e sportivo la cosa migliore era trovare un accordo per concludere il trasferimento; tutti eravamo d’accordo sulla sua partenza”.

La versione che ha offerto il calciatore, però, è legata soprattutto all’ambito sportivo e principalmente all’affare Cristiano Ronaldo Robinho si è sentito tagliato fuori dal progetto Madrid e ha voluto cambiare squadra per poter dimostrare le proprie qualità altrove. Dall’altro lato, però, Calderon non la pensa così:

Non avremo mai venduto Robinho, non è mai stata una moneta di scambio. Noi abbiamo offerto 70 milioni per Cristiano Ronaldo, ma lo United ha rifiutato. Il giocatore voleva venire al Real, però ci ha detto che resterà a Manchester per quest’anno”.

A questo punto il madridismo s’interroga: saranno vere le parole di Calderon oppure sono state pronunciate per distogliere l’attenzione da una campagna acquisti non all’altezza della situazione?

 

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categoria:mercato, a mente fredda, stranezze del calcio
giovedì, 04 settembre 2008

Non c'è niente di più vero: quando si vince qualcosa di importante si ha subito voglia di provare di nuovo le stesse cose, di esultare ancora. Soprattutto se gli artefici di quella vittoria potrebbero essere in buona parte gli stessi. Ed è così che il Marcello riparte dalle stesse basi di quattro anni fa, gruppo compatto e convocazioni in base allo stato di forma.
Per questo primo doppio turno di qualificazione sono la metà i giocatori che hanno cominciato la stagione già da un bel po' come gli juventini, i fiorentini e gli stranieri; il resto è composto dalla truppa dei campioni milanisti e romanisti più gli ottimi Di Natale e Palombo (dell'Inter come al solito non v'è traccia).
Cassano: tutti lo vorremmo sempre in nazionale a fare i suoi numeri ma conoscendo Lippi, credo che preferisca spronarlo a fare un grande inizio di stagione piuttosto che convocarlo per il diritto acquisito dal suo immenso talento col rischio che molli un attimo il pezzo. Poi quando si farà sul serio, sul serio, allora si vedrà.
 
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categoria:dreams, a mente calda
mercoledì, 03 settembre 2008


Dopo aver phallito il preliminare di Uefa contro il temibilissimo Apoel Nicosia, la Stella Rossa è ultima in classifica nel difficilissimo campionato serbo. Siamo sicuri che non sia certo colpa del glorioso Zdenek che dove ha allenato ha sempre vinto. Ma per piacere.
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categoria:palloni gonfiati, phallimenti
mercoledì, 03 settembre 2008

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categoria:news
mercoledì, 03 settembre 2008
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categoria:a mente fredda, stranezze del calcio
mercoledì, 03 settembre 2008


Di seguito una lista di giocatori a spasso
che a parer mio farebbero molto meglio
di alcuni colleghi strapagati e sopravvalutati:
che sia ancora operativa la Gea in modo losco?

Appiah
Bertotto
D'Aversa
De Rosa
Fiore
Antonio Filippini
Galante
Gatti
Giampà
Giannichedda
Recoba
Ronaldo
Vignaroli

Scommetto che qualcuno di questi nel corso
della stagione sarà ingaggiato e farà ancora parlare di sè.
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categoria:mercato, snai, a mente fredda, stranezze del calcio