martedì, 16 giugno 2009
Gol d'antologia compie oggi un anno e festeggia le 11 mila visite. Grazie a tutti

compleanno-unart
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martedì, 16 giugno 2009
Un altro Rossi tornare a scaldare i cuori italiani. E' nato un nuovo idolo azzurro

domenica, 14 giugno 2009

Da Calcionews24.com (che ringraziamo)

Chi è
Nome: Aly Cissokho
Data di nascita: 15 Settembre 1987
Luogo di nascita: Blois
Ruolo: Terzino sinistro
Altezza: 1,82 m
Peso: 75 Kg
Scheda:
Pochi giocatori possono vantare una salita alla ribalta tanto rapida e inaspettata come quella di Aly Cissokho. In meno di un anno solare il terzino sinistro è passato dalla Ligue 2 francese (Gueugnon), alle prestazioni straordinarie dell’Old Trafford, al milionario trasferimento al Milan. Tuttavia, analizzando più da vicino l’andamento e la crescita del giocatore, probabilmente non rimarremo sorpresi allo stesso modo della sua scalata. Le corse devastanti di Cissokho sulla fascia sinistra, i cross precisi e tesi, la forza nel tackle ed un senso della posizione che migliora di partita in partita lo rendono un talento capace di diventare tra i migliori al mondo nel suo ruolo.
Secondo un certo tipo di pensiero calcistico moderno, il terzino ricopre una delle posizioni cruciali di una formazione. L’impatto di Cissokho nell’economia di gioco del Porto ha fatto si che il club portoghese abbia potuto lottare per i massimi vertici. Il giocatore è arrivato all’Estadio do Dragao questo Gennaio, dopo appena cinque mesi passati al Vitoria Setubal. L’allenatore Jesualdo Ferreira non ha esitato nel gettare il 21enne nella mischia, e in questi pochi mesi il francese ha dimostrato di avere carattere e potenziale sin dalla prima partita, contribuendo alla strisca vincente dei lusitani.
La fiducia di cui ha goduto da parte di Ferreira ha certamente incrementato il suo rendimento, culminando con quella prova sublime all’Old Trafford. Nonostante l’eliminazione dalla Champions Leasgue, Cissokho ha continuato a lavorare sodo, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva. Il giocatore pare sempre più completo, nonostante la sua giovane età.
Ci si può meravigliare poco se i top club d’Europa si sono interessati a lui in vista del mercato estivo. Secondo il suo allenatore al Setubal, Dauto Faquira, parte del successo di Cissokho è dato dal suo comportamento corretto e dalle sue giocate ‘pulite’: “Cissokho vuole imparare sempre di più. E’ venuto da una serie minore francese, ed è sempre stato incline ad apprendere le nozioni che gli venivano impartite. Ci mette tanto impegno negli allenamenti e vuole migliorare in continuazione. Ha fatto un grosso sforzo per imparare il portoghese, in modo da assimilare al meglio tutte le informazioni che recepiva. E’ un giovane molto competitivo ed ambizioso”.
Ora passa al Milan, si dice, per 15 milioni di euro. Leonardo ha avuto il terzino che voleva, dotato di grinta, carattere e forte propulsione offensiva. Starà a lui sgrezzare il talento di Cissokho e farlo ambire ad entrare tra i migliori al mondo nel suo ruolo.
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categoria:recensioni, news, mercato, volti nuovi, piccoli fenomeni crescono
giovedì, 11 giugno 2009
Secondo indiscrezioni provenienti da Madrid sarebbe questo il Real disegnato da Florentino Perez. A fine mercato lo confronteremo

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martedì, 09 giugno 2009
Il grande tormentone del calcio contemporaneo è terminato

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lunedì, 08 giugno 2009


Una delle domande ultimamente più in voga nei bar sport italiani. Non tutti gli appassionati di calcio hanno l'opportunità e la voglia di seguire il calcio estero. Prendo da footballart (ringraziando Kubala che non se la prenderà) una bella scheda che descrive l'attaccante rivelazione di questa stagione calcistica appena conclusa.

Destro naturale, longilineo asciutto (192 cm per 80 kg) è un attaccante bosniaco, classe 1985, che gioca nelle fila del Wolfsburg.
Leve lunghe ma buone capacità tecniche, è un centravanti di movimento che attacca bene la profondità rompendo con tempismo la linea del fuorigioco dimostrandosi freddo e preciso nell'uno contro uno a campo aperto. Bravo nel fare la sponda, preferisce tuttavia allargarsi per poter giocare faccia alla porta e tentare l'uno contro uno in percussione. Rapido nel breve, mantine una buona velocità anche in allungo. Bravo a calciare più di precisione che di potenza, con entrambi i piedi.
Bravo di testa, anche in questo caso meno bene spalle alla porta sui rinvii lunghi rispetto ai crosso tagliati dove può far valere la sua agilità e rapidità nel breve e il suo intuito nel posizionamento. Una delle sue qualità migliori infatti è la sua bravura nell'interpretare al meglio le diverse situazioni tattiche. Non eccelle in nulla ma risulta essere un attaccante abbastanza completo. Giovane ma non giovanissimo, ha disputato quest'anno la sua prima vera grande stagione ad alto livello trascinando la sua squadra verso un'impensabile, a inizio stagione, vittoria del titolo tedesco, giocatore di gran moda in Germania, è chiamato la prossima stagione a confermarsi per poter in futuro aspirare a un ruolo da "star" del calcio mondiale. Molti club importanti lo seguono, si dice anche il Milan. Per caratteristiche e valore potrebbe essere un acquisto azzeccato, ma come detto, è chiamato a confermarsi.


giovedì, 04 giugno 2009
81 presenze in maglia neroazzurra, 28 gol (non moltissimi, ma per la maggior parte pesantissimi), 3 scudetti e qualche coppa nazionale: lascia l'Inter uno dei centravanti più completi che abbia mai visto in Italia. Adios Hernan, ci rivedremo da avversari.
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categoria:mercato, gollazzi, geni del calcio, è storia
martedì, 02 giugno 2009

Per trovare tracce della cronaca del processo di Napoli alla presunta cupola di Calciopoli dobbiamo sfogliare le pagine di google fino ai blog juventini
.

da. ju29ro.com

Una giornata durata 10 ore, un processo pesante che probabilmente a molti media non interessa più, tanto da inviare pochi effettivi ad assistervi.

Anzi, a giudicare dalle pubblicazioni sui siti delle più note testate nazionali, e a giudicare dal disinteresse mostrato dalle tv generaliste, sembrerebbe proprio che di inviato ce ne fosse uno solo, incaricato di scrivere per tutti.

Molto probabilmente si tratta dell’inviato dell’ANSA, perché l’agenzia è la fonte alla quale molti siti fanno riferimento, ad avvalorare la tesi del copia/incolla: viva la professionalità dei giornalisti nostrani!

Eppure il delirio di Nucini, un arbitro che le cronache dell’epoca descrivevano come scarso (ma scarso per davvero!), famoso per l’amicizia con Facchetti (cementata da un cartellino rosso risparmiato all'interista Di Biagio in una gara contro l’Udinese) e diventato, in piena attività arbitrale, confidente privilegiato dell’allora presidente nerazzurro, avrebbe meritato un minimo di attenzione e approfondimento.

Non fosse altro che per “salvaguardare la memoria” dello scomparso Presidente nerazzurro al quale Nucini era solito far confidenze durante le loro assidue frequentazioni, e per il quale aveva addirittura redatto un dossier (diario lo chiama), nel quale venivano riportati “i giudizi positivi espressi dai designatori in partite in cui registrava errori a favore della Juve o a svantaggio delle avversarie. Giudizi che, nei casi opposti (errori contro Juve o a favore di rivali), erano invece negativi”.

Un “diario” portato in aula ieri come prova e consegnato ai giudici.

I quotidiani sportivi ignorano la notizia in prima pagina.

Tuttosport si dedica al mercato e alle polemiche sulla stangata disciplinare al Toro, la Gazzetta in taglio alto magnifica la finale di Champions League, ma il titolo centrale riguarda Maldini che polemizza col Milan colpevole di non averlo difeso dalla contestazione degli ultras. Il Corriere dello Sport tratta di Champions League, panchine ballerine, di Figo che prenderà il posto che fu di Facchetti quale “ministro degli esteri nerazzurro” (per quel ruolo è evidentemente necessario uno dalla firma facile: Facchetti con le fidejussioni e l’ex “pesetero” con i contratti), e, per finire, la notiziona della firma di Aquilani che si lega fino al 2013 all’infermeria della “squadra che ama”.

Repubblica, nella versione online, come d’abitudine, presenta la vicenda in modo colpevolista, arrivando addirittura ad omettere le eccezioni degli avvocati della difesa, che, nella versione accreditata all’ANSA, incastrano Nucini su quella che è una menzogna, relativa all’ostracismo che la cosiddetta Cupola gli avrebbe praticato precludendogli ogni possibile direzione in serie A in seguito a quel famoso Juventus-Bologna del 2000/01 in cui fischiò un rigore inesistente a favore dei rossoblù. In realtà, Nucini, non solo arbitrò ancora la Juve nello stesso campionato dopo sole 8 giornate (Juve-Reggina 1-0) ma diresse gare di serie A anche nei campionati successivi, fino al 2004-05. Quindi è totalmente falso quanto sostenuto da Nucini: ”Da allora non ho mai più arbitrato in serie A”, ma a Repubblica non sembra interessare tutto questo, come peraltro non vengono citate le palesi contraddizioni tra le dichiarazioni del teste rilasciate ieri, rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Nucini durante le indagini, soprattutto a proposito della famigerata scheda sim, la “pistola fumante” che lui avrebbe gettato una volta venutone in possesso.

Le obiezioni vengono riportate da Tg com e Sportmediaset, fedeli alla pratica del “copia/incolla”, addirittura le stesse frasi e persino gli stessi refusi; in due frasi consecutive l’ex fischietto bergamasco viene chiamato prima “Nucini” e subito dopo “Lucini”.

Passata la nottata, disponibili le edizioni cartacee, sfogliando le pagine ci troviamo davanti ad uno scenario dove regna l’indifferenza, anche se, una volta tanto, qualcuno presenta l’avvenimento in modo quantomeno verosimile.

“Libero” (dalle cui colonne aspettiamo, però, il consueto articolo di Luciano Moggi), “Il Giornale” e soprattutto il “Corriere della Sera” non dedicano una sola riga all’udienza di ieri. Decisamente strano il silenzio del Corriere; certo oggi è il giorno della finale di Champions League, evento che reclama il suo spazio, però c'è un fatto: ieri è stata una giornata particolare per la figura di Facchetti in quanto presidente dell'Inter. Particolare perché è venuto fuori che l'ex terzino nerazzurro aveva al suo "servizio" un arbitro in attività; qualcosa di estremamente grave come ugualmente grave era stata a suo tempo l'indagine condotta dalla giustizia sportiva a suo carico per i famosi pedinamenti (con sentenza di non procedibilità perché defunto nel frattempo). A pensarci bene (o male, fate voi, cari lettori) forse il silenzio del Corriere va ricercato in un motivo che l'alibi della finale di Roma nasconde come la coperta di Linus, soprattutto perché in totale contrapposizione alla linea tenuta dallo stesso quotidiano alcuni giorni fa, quando, da perfetto paladino dell’accusa, il giornale di De Bortoli uscì con un pezzo fuorviante e faziosamente bugiardo. E di sicuro al più presto di questo dovremo riparlare.
Repubblica, fedele all’edizione online comparsa nella serata di ieri, esce con 5 mezze righe del solito tenore: "Udienza a Napoli su Calciopoli. "Se sbagliavi a favore della Juve arbitravi in A, se sbagliavi contro in B" ha detto l'ex arbitro Danilo Nucini. Sentiti anche altri due testimoni, l'ex dirigente Franco Dal Cin e l'ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara".

Quindi, silenzio dai giornali istituzionali: e gli sportivi?

Nessun cenno in prima pagina, come riportato sopra, ma all’interno le sorprese fioccano:

Tuttosport dedica mezza pagina a "Nucini: i buchi dell'accusa" in cui si evidenziano principalmente le contraddizioni dell'accusa, e, mentre si annota che "irrompe Facchetti", c'è dell'ironia quando si riporta la frase di Nucini su Facchetti secondo la quale l’ex presidente nerazzurro fosse “l'unico onesto nel mondo del calcio, ironia che traspare soprattutto dalla chiusura dell’articolo, nella quale è riportata la deposizione di Gazzoni Frascara che accusa (con tanto di virgolette), Facchetti di essere stato con tutta probabilità l'intermediario per la discussa fidejussione che garantì l’iscrizione al campionato della Reggina.

Ma il contenuto più succulento è quello della Gazzetta, dal 2006 il braccio mediatico “ufficiale” dell’accusa. Il giornale rosa spara le cartucce col titolo "Premi per sbagli pro-Juve" ma poi nell'articolo è costretto a riportare delle "tante contraddizioni, i difensori incalzano"; quali siano le contraddizioni, la Gazzetta non lo dice… Il punto saliente? "L'ex arbitro ha ricostruito i passaggi che lo portarono a rivolgersi a Giacinto Facchetti per le sue 'vicissitudini''. Quando cominciò questa frequentazione? Cosa raccontò a Facchetti? Cosa fece il dirigente dell'Inter? I difensori lo incalzano. Lui resiste. E parla di un 'memoriale' raccolto in file di circa 250 pagine, sintetizzato in una sorta di elenco, relativo al campionato 2001-02, quello del 5 maggio, nel quale vengono indicati gli errori commessi dai vari arbitri o assistenti e “premiati” o “puniti” a seconda del vantaggio o dello svantaggio prodotto alla Juventus. “Queste diversità di trattamento a fine stagione le feci vedere a Facchetti”. E questi cosa fece? C'è un esposto (ma chi lo aveva presentato?) alla Procura di Milano. Nucini fu convocato dalla pm Ilda Boccassini. Di cosa parlaste? incalzano i difensori. “Del mondo del calcio” gli estorce il presidente Teresa Casoria dopo vari tentativi di non rispondere. Ma perché di queste vicende non parlò mai con l'Ufficio indagini della Figc? “Non mi fidavo”. Racconta anche della scheda telefonica ricevuta da Fabiani. Tante contraddizioni, i difensori incalzano".

In sostanza, la Gazzetta tenta di resistere, molto più di quanto abbia resistito in realtà Nucini, ma non può esimersi dal riconoscere quanto la puzza di imbroglio ormai stia per rendere irrespirabile l’aria.

A partire dagli uffici “rosa” di Via Solferino, dove qualcuno comincia a farsela addosso. Per quanto ci riguarda, possiamo solo chiedervi di seguirci, e vi racconteremo come in molti correggeranno il tiro degli insulti feroci dispensati dal 2006.
A partire da stasera intanto, amici lettori, pubblicheremo tre articoli, uno per deposizione (Dal Cin, Nucini, Gazzoni Frascara), basati sulla registrazione dell'udienza messa a disposizione da Radio Radicale. Capirete meglio perché la Gazzetta nasconde le contraddizioni di Nucini, capirete meglio cosa bolle in pentola al processo.
sabato, 30 maggio 2009


GRAZIE



di seguito il bell'articolo di Gazzetta.it


 Il dato più impressionante è l'ultimo: è stato il giocatore più presente di questa stagione, la sua ultima con la Juventus. A quasi 37 anni. L'età giusta per dire addio. O almeno così ha deciso Pavel Nedved. Le 43 presenze dell'anno calcistico di grazia 2008-09 avranno un'unica, ultima appendice, quella di domani: Juve-Lazio. Poi sarà finita. Con la Juve, ma forse non con il calcio. Nedved lascia.

IL CAMPIONE — Restano negli occhi dei fotogrammi nitidi. Anzitutto quella zazzera bionda avvistata sui campi italiani dal 1996: spettinata e sempre in movimento, come il puntino di un navigatore di un macchina da calcio perfetta. Atleta naturale, campione costruito. Ad una corsa inesauribile, e quasi insolente per gli avversari, che dovevano rincorrerlo anche da ultratrentenne, ha aggiunto una tecnica eccellente, affinata allenamento dopo allenamento. Con pazienza e cultura del lavoro. Lui, tutto casa e campo. Lui che ha sempre parlato poco, ma che ha sempre fatto parlare il campo. Con le prestazioni a tutto campo: moto perpetuo, fisico, grinta e gol. Tanti. 65 solo con la Juve. Come un attaccante. Il tiro è stato il pezzo pregiato del suo repertorio: violento, preciso. Di destro, di sinistro. Su azione, su punizione. Grande facilità di calcio, ed enorme velocità di esecuzione, nel coordinarsi. Campione perchè capace di esaltarsi nel clima da battaglia sportiva, vincente nato perchè il desiderio di prevalere era superato solo dal rifiuto di perdere. Lui che ha vinto con la Lazio e con la Juventus 5 campionati (due revocati), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa. Più due volte la Coppa Italia e 4 la Supercoppa italiana. Lui, il giocatore di squadra per antonomasia che ha vinto anche il trofeo individuale forse più prestigioso: il Pallone d'Oro nel 2003.

I RICORDI — I gol nei derby romani, ben 4, tre sinonimo di vittorie. Come quello dell'8 marzo 1998: di esterno sinistro, con palla colpita a pochi centimetri dalla linea di fondo, con traiettoria impossibile. Ma vera. E ancora la rete che piegò il Maiorca di Cuper e consegnò la Coppa Coppe alla Lazio di Mancini e Vieri, di Salas ed Eriksson. Poi 326 presenze e 65 gol con la Juve. Le istantanee in bianconero sono più recenti e altrettanto lucenti: la rete a Barcellona in Champions, che aprì la strada al successo bianconero al Camp Nou, quello poi griffato Zalayeta. E poi quel Pallone d'Oro alzato al cielo: brillante come la sua zazzera. Datato 2003. Nel mezzo tante corse e qualche caduta. La più rovinosa lo privò della finale di Champions di quell'anno, per colpa di un'ammonizione tanto ingenua quanto impietosa dell'arbitro svizzero Meier che gli tolse la sfida con il Milan. La Champions, il suo cruccio. L'unico grande rimpianto di una carriera favolosa con club e con la nazionale della Repubblica Ceca - ricordate il suo duello con Buffon all'ultimo Mondiale? -, sempre di corsa, senza tentennamenti. Anche quando si è tratto di scendere in serie B con la Juve. L'unico tentennamento è stato vicino al capolinea, su quando fermarsi. Ma il momento è arrivato.

Riccardo Pratesi
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categoria:news, geni del calcio, a mente calda, le grandi storie, è storia
giovedì, 28 maggio 2009
Da Calcionews24



Chi è

Nome:  Nicolas Santiago Bertolo
Data di nascita:  2 gennaio 1986
Luogo di nascita:  Cordoba
Nazionalità: Argentina
Ruolo:  centrocampista
Altezza:  180 cm
Peso:  75 kg

Dati

Cresciuto nelle giovanili del Boca Juniors, Nicolas Bertolo non ha vestito a lungo la maglia azul y oro in “Primera Divisiòn”. L’esordio arriva il 10 gennaio 2006 contro il Velez Sarsfield, nel match concluso sul 3-2. Nonostante la vittoria in Copa Libertadores, per lui ci saranno solo una manciata di presenze con la squadra della Bombonera. Nel 2007 passa in prestito al Nacional de Montevideo, in Uruguay, scelta strana per chi proviene dal campionato argentino con grandi aspettative per il futuro. Nicolas, dall’altra parte del Rio de La Plata, diventa l’idolo dei tifosi, che lo vorrebbero trattenere in squadra, ma il Boca non vuole sentire ragioni e lo fa tornare alla casa amarilla. Anche stavolta però per poco tempo, dato che viene subito dirottato al Banfield. La sua cessione in comproprietà al club del “Taladro” è stata considerata da molti come il più grosso errore di mercato degli ultimi anni del Boca, dato che Bertolo comincia ad inanellare prestazioni di primo livello, venendo votato come miglior centrocampista dell’Apertura 2008 e attirando su di sé l’attenzione di molti club europei, tra cui il Manchester United, che manda più volte  i propri osservatori a Buenos Aires per osservarlo.

Statistiche

2006/2007      Boca Juniors      10 presenze      1 gol
2007/2008      Nacional              18 presenze      4 gol
2008/2009      Banfield                28 presenze      8 gol

Caratteristiche

Nicolas Bertolo è il classico numero 8 argentino, che sa farsi sentire in fase di interdizione ma soprattutto si inserisce in zona gol. E’ un tuttofare prezioso, che regala equilibrio alla squadra. E’ dotato di una discreta velocità, unita ad una tecnica di base di buon livello. Sa unire l’efficacia in fase di copertura ad uno straordinario tempismo nel seguire l’azione offensiva. I numeri parlano chiaro d’altra parte: 12 reti in 46 presenze, niente male per un centrocampista. Per ben due volte il quotidiano sportivo argentino ‘Olè’ ha titolato che il Banfield è una squadra costituita da Bertolo + altri 10. Ora Bertolo passa al Palermo, per una cifra che si aggira intorno ai 5 milioni di dollari (poco meno di 4 milioni di euro). Il DS rosanero Sabatini è volato ieri a Buenos Aires per chiudere l’accordo con Banfield e Boca Juniors. L’intesa con il giocatore non dovrebbe essere un problema. Il club siciliano ha sicuramente portato a termine un ottimo affare, soprattutto se Ballardini vorrà riproporre il modulo a rombo, in cui Bertolo sarebbe un eccellente interprete nella posizione di centrocampista sinistro.

 

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categoria:news, mercato, volti nuovi
giovedì, 28 maggio 2009
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Quest'anno il dio del Calcio è blaugrana.
Grazie
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categoria:è storia
lunedì, 25 maggio 2009
Nuova rubrica inaugurasi (sperando di trovare il tempo di completarla).

Non è un segreto che su gda si stimi particolarmente Josè Mourinho. Quest'anno lo S1 è stato come sempre il più vincente nel campionato nel quale ha militato ed è riuscito per la terza volta di fila a vincere il campionato al primo colpo. Fenomeno vero. 
C'è un però: ha deluso le aspettative di chi (come chi scrive) si aspettava un Inter in grado di parlare la sua forbita lingua calcistica fatta di veloci e perentorie transizioni e elaborate trame triangolari in grado spesso di regalare spettacolo (per chi piace questo tipo di gioco).
Così non è stato, o almeno non è stato durante  l'intero arco della stagione. Ha avuto il grande merito di lanciare in grande stile Davide Santon ma contemporaneamente ha tarpato le ali di Jimenez e di Amantino Mancini. Ha perso alla grande la partita Quaresma. Ha vinto invece la battaglia mediatica riuscendo a creare attorno a sè la solita aura di perpetua sfida, azzittendo giornalisti, coniando frasi e soprannomi ad effetto distogliendo l'attenzione dai veri problemi della squadra, su tutti il gioco Ibra-dipendente e la scarsa propensione europea del suo gruppo. Da comprendere nel conto anche le volte in cui ha ecceduto nelle provocazioni sconfinando nella mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi ma si sa che il calcio in Italia è una guerra.
In complesso Josè Mourinho è promosso ma come spesso dicono i professori POTREBBE FARE MOLTO DI PIù.

di seguito la migliore intervista della stagione. Josè con Vialli e Rossi a "Attenti a quei due" SKY



venerdì, 22 maggio 2009
Rivelazione dell'incerto Clausura 2009 l'Huracan di Javier Pastore (gran bel giocatore, 3/4ista che interessa a Inter, Real e Porto) e De Federico annienta il blasonato River Plate con un secco 4-0. Highlights dei gollazzi di Pastore e company.



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categoria:news, record, gollazzi, geni del calcio
venerdì, 22 maggio 2009
Non per niente si parla di un forte interessamento del Napoli...
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categoria:gollazzi
giovedì, 21 maggio 2009
Mercoledì si deciderà verosimilmente anche l'assegnazione del Pallone d'oro. Abbiamo dato uno sguardo ad una interessante classifica. Quella per squadre. Juventus saldamente in testa (con anche 3 italiani su 4 totali). (da Wikipedia)

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categoria:record, a mente fredda, è storia
giovedì, 21 maggio 2009
ammiriamo il grandissimo gol di Lazzari a Reggio Calabria
postato da: Geek alle ore 12:32 | Permalink | commenti
categoria:gollazzi
lunedì, 11 maggio 2009

Lo splendido gol di Nilmar-adona al Corinthias
Caricato da Almiron - Check out more sports and extreme sports videos.
...Ronaldo riesce ancora a fare uno/due gol a partita: i difensori brasiliani sono delle statue di cera! Onore comunque a Nilmar e al suo gran pero.
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categoria:gollazzi, geni del calcio
giovedì, 07 maggio 2009
postato da: Geek alle ore 00:28 | Permalink | commenti
categoria:dreams, le grandi storie, è storia
martedì, 05 maggio 2009
Negli anni 80 quella belga era una scuola-calcio di tutto rispetto che ha dato alla luce campioni importanti come il mitico Preud'homme (miglior portiere del mondo nel '94), Vincenzino Scifo, Ceulemans, Wilmots e Georges Grun. Vive da vent'anni una profonda crisi palesata dalle difficoltà dei club a qualificarsi per le fasi finali della Champions e dai pessimi risultati della rappresentativa nazionale. Ma qualcosa sembra stia cambiando e pare che una buona infornata di giovani talenti possa emergere con irruenza. Abbiamo già parlato dell'enfant prodige  Eden Hazard e adesso è il turno di Moussa Dembele attaccante classe 1987 di origine maliana che con la sua velocità, potenza e tecnica ha trascinato l'AZ Alkmaar di Louis Van Gaal al successo in campionato dopo 28 anni. I calciomani con memoria da elefante lo ricorderanno ai giochi olimpici di Pechino seminare il panico nella difesa azzurra fino alla doppietta che ci costò l'eliminazione dal prestigioso torneo. Da tenere assolutamente d'occhio, potrebbe arrivare nelle vostre squadre del cuore. In tal caso ripassate su Gol d'antologia, magari troverete qualcosa che v'interessa.

postato da: Geek alle ore 19:12 | Permalink | commenti
categoria:mercato, gollazzi, piccoli fenomeni crescono, geni del calcio
domenica, 03 maggio 2009