venerdì, 28 agosto 2009
JUVE – GRUPPO A
Martedì 15 settembre: Juventus-Bordeaux
Mercoledì 30 settembre: Bayern Monaco-Juventus
Mercoledì 21 ottobre: Juventus-Maccabi Haifa
Martedì 30 novembre: Maccabi Haifa-Juve
Mercoledì 25 novembre: Bordeaux-Juve
Martedì 8 dicembre: Juve-Bayern Monaco

MILAN – GRUPPO C
Martedì 15 settembre: Marsiglia-Milan
Mercoledì 30 settembre: Milan-Zurigo
Mercoledì 21 ottobre: Real Madrid-Milan
Martedì 30 novembre: Milan-Real Madrid
Mercoledì 25 novembre: Milan-Marsiglia
Martedì 8 dicembre: Zurigo-Milan

FIORENTINA – GRUPPO E
Mercoledì 16 settembre: Lione-Fiorentina
Martedì 29 settembre: Fiorentina – Liverpool
Martedì 20 ottobre: Debreceni-Fiorentina
Mercoledì 4 novembre: Fiorentina-Debreceni
Martedì 24 novembre: Fiorentina-Lione
Mercoledì 9 dicembre: Liverpool-Fiorentina

INTER – GRUPPO H
Mercoledì 16 settembre: FC Internazionale – Barcellona
Martedì 29 settembre: Rubin Kazan – FC Internazionale
Martedì 20 ottobre: FC Internazionale – Dinamo Kiev
Mercoledì 4 novembre: Dinamo Kiev – FC Internazionale
Martedì 24 novembre: Barcellona – FC Internazionale
Mercoledì 9 dicembre: FC Internazionale – Rubin Kazan
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mercoledì, 26 agosto 2009


Seguito da molte squadre italiane, scopriamo questo interessante giocatore carioca.

Ruolo: Terzino destro
Squadra: Shalke 04 (Ger)
Cartellino: 10/11 milioni circa
Scadenza contratto: 2011
Procuratore: Naor Malaquias

PRESENTAZIONE: Marcio Rafael Ferreira de Souza (detto Rafinha) è nato il 7 settembre 1985 a Londrina (Panarà), città natale tra gli altri dei calciatori Elber e Naldo. A sette anni ha cominciato giocando a calcetto nel Gremio Londrinense, società del suo paese, per poi passare a 12 anni al PSTC. Nel 2001, a 16 anni, è arrivato il “salto” del Londrina Esporte Club, club professionistico locale, per poi, nel 2002, essere acquistato dal Coritiba FC (nonostante il tesseramento significasse spostarsi di parecchi chilometri dalla famiglia), club di caratura nazionale (Dida, l’ex reggino Mozart, Alex, ecc.. sono alcuni dei suoi colleghi lanciati da questo club). Dopo 37 presenze condite da 3 reti arriva, nell’estate del 2005, la convocazione da parte di Carlos Alberto Parreria per il Mondiale U-20 in Olanda, dove Rafinha, con la fascia di capitano, segna due reti in otto partite trascinando il Brasile al terzo posto finale vincendo la finalina contro il Marocco). Sempre quella estate, notato dagli osservatori internazionali, viene acquistato dallo Schalke 04 per 4-5 milioni di euro. A Gelsenkirchen è subito titolare, stregando i tecnici che in questi anni l’hanno allenato: da Oliver Reck, suo primo mister in Germania, passando per Mirko Slomka (“è un fenomeno”) e Fred Rutten, fino all’attuale Felix Magath, col quale a dire il vero il rapporto è invero meno felice (l’impressione, senza giri di parole, è che il “Mago” ne farebbe volentieri a meno, in cambio della giusta offerta). Coi verdeoro, una medaglia di bronzo arriverà anche alle Olimpiadi di Pechino del 2008 dove Rafinha, lo ricorderete, finirà su tutti i giornali per avervi preso parte senza il consenso dello Shalke 04 (fu uno dei tre giocatori “contesi”, assieme al nostro Diego e a Lionel Messi, e pagherà per questo una maxi-multa record di 700.000 €). Con la Nazionale maggiore è stato convocato invece una sola volta, l’anno scorso. Il suo contratto scadrà nel giugno 2011, fra 2 anni, e la sua quotazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 10/11 milioni di euro, dato che il giocatore fa comunque gola a parecchi clubs (è stato accostato quest’estate al Bayern Monaco, alla Fiorentina, al Barcellona – il club dei suoi sogni – e al Liverpool, fra gli altri). A favorire un eventuale passaggio in bianconer potrebbe esserci il fatto di essere molto vicino all’entourage di Diego, in particolare al brasiliano Leo Scheinkman, che fa da portavoce a entrambi.

COLLOCAZIONE TATTICA: C’è poco da descrivere tatticamente: Rafinha è un terzino destro che in Germania gioca da esterno in una difesa a 4, assieme ai due centrali Bordon e Zambrano, e all’altro terzino Howedes. Davanti a lui come esterno gioca di solito Mortiz, in un centrocampo a 4 con Pliatsikas trequartista (modulo quindi simile a quello bianconero con Diego), quindi di solito, essendo Mortiz costretto ad accentrarsi per coprire il centrocampo, ha discrete praterie da percorrere a tutta velocità sulla sua fascia. Durante i corner offensivi, Rafinha resta indietro come ultimo uomo, preferendo Magath sfruttare la sua velocità per “coprire” più terreno possibile. In quelli difensivi, invece, si apposta subito presso il limite dell’area di rigore, pronto a scattare in avanti per dare profondità alla squadra.

CARATTERISTICHE TECNICHE: Rafinha è un terzino destro di spinta, cui piace molto, un pò come a tutti i terzini brasiliani del resto, partecipare attivamente alla manovra d’attacco. Oltre ad avere una maggior propensione offensiva rispetto a Grygera, Càceres e Zebina, ha anche una maggior efficacia nel cross, essendo dotato di una tecnica di base migliore oltre di una sensibilità di piede spiccata. Destro di piede, ama mettere spesso in mostra le sue qualità tecniche con lunghi lanci a cambiare gioco dalla parte opposta o in profondità a servire Kurany e Farfan. Sa crossare molto bene, con palle di solito molto precise (crossa a testa alta, guardando i compagni). Se attaccato, protegge discretamente la palla grazie alla sua rapidità, venendo quasi sempre fermato con un fallo. Essendo velocissimo, inoltre, riesce a percorrere la fascia in pochi secondi, e risulta perciò molto utile per andare a coprire gli spazi o a recuperare la palla su lanci in profondità degli avversari, sfidandoli sull’allungo. Viene spesso coperto da Moritz quando si propone in avanti, anche perché a volte tende a “scordarsi” di tornare, lasciando la sua zona scoperta. In difesa, di solito preferisce non aspettare l’avversario mandandolo sul fondo (come fa ad esempio un altro terzino analizzato della Bundesliga: Marcell Jansen), non essendo troppo educato difensivamente, ma preferisce istintivamente attaccarlo subito, cercando la palla e sfruttando la sua rapidità di movimenti nel breve. Naturalmente a volte recupera palla, a volte viene saltato come un birillo. Batte le rimesse laterali molto lunghe. E’ in grado di calciare i rigori e anche le punizioni calciando la palla in area con un cross.

QUALITA’ ATLETICHE: E’ alto (o meglio, basso) 1.72 m e pesa 68 kg. Fisicamente non è una roccia, ovviamente, e non è pensabile possa staccare di testa sovrastando giocatori più alti di lui. Corsa e progressione sono però sufficienti a tenere l’uomo in velocità, in fase difensiva, e a sovrapporsi ai centrocampisti, in fase offensiva. Grazie ad ACB per la scheda
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categoria:recensioni, volti nuovi
mercoledì, 19 agosto 2009
Ore decisive per il possibile passaggio di Wesley Sneijder alla corte di Josè Mourinho. Non credo ci sia bisogno di tante presentazioni: classe cristallina, fisico robusto, gran tiro, un cecchino sui calci piazzati. Mi ricorda un altro genio del calcio recentemente sbarcato in Italia: Diego (Branca svegliaaaaaaa). Il Real farebbe molto male a privarsene, ma si sa, da quelle parti contano di più le presentazioni al Santiago Bernabeu davanti a 60.000 pazzi furenti. Enjoy his numbers.

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categoria:mercato, gollazzi, geni del calcio
martedì, 28 luglio 2009


Ruolo: Difensore centrale
Squadra: Barcellona (Spa)
Cartellino: 15 mln circa
Contratto: 2012
Clausola rescissoria: 50 milioni
Procuratore: Daniel Fonseca

PRESENTAZIONE
Josè Martìn Càceres è nato a Montevideo, Uruguay, il 7 aprile 1987. Calcisticamente parlando ha iniziato la sua carriera nel Defensor Sporting, squadra nella quale divenne capitano a soli 19 anni. Collezionò 26 presenze segnando 4 reti. Con i “viola” faceva coppia con Gonzalo Sorondo, lo ricorderete, meteora interista. Nel gennaio del 2007 prende parte assieme all’Uruguay ai Campionati SudAmericani U-20 disputati in Paraguay, ed è allora che la sua carriera cambia direzione: gioca infatti alla grande e viene nominato miglior difensore della manifestazione. Nella sua squadra, arrivata terza, giocano, fra gli altri, Edison Cavani (allora ancora al Danubio, poi al Palermo) e Mathias Cardaccio (meteora milanista). Il mese dopo il Villarreal, avendolo notato, è il club più veloce a fargli firmare un contratto di 5 anni con un trasferimento gratuito per la stagione successiva pagando solamente una tassa di 1 milione di euro. A giugno, nel frattempo, partecipa anche al Campionato Mondiale U-20 svoltosi in Canada collezionando 4 presenze (su 4) ed emergendo definitivamente come una delle più grandi promesse nel suo ruolo. La stagione 2007-08 la disputa in prestito al Recreativo, dove Martin svolge un ruolo importantissimo per la permanenza nella Liga del club disputando 34 partite (2 gol) e ricevendo 10 cartellini gialli. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, il titolo di “miglior giovane difensore della Liga” (dei media spagnoli) e l’inclusione nella lista della UEFA delle “Upcoming stars” della stagione 2007/08 (assieme, tra gli altri, a Bojan Krkic). Ma il più importante è sicuramente la convocazione nella Nazionale maggiore, con la quale conquisterà da subito un ruolo da titolare divenendo un elemento imprescindibile. Nell’estate del 2008 si scatena un’asta selvaggia non appena il Villarreal decide di voler mettere il giocatore in vendita per fare cassa. Tra i clubs interessati il Real Madrid, la stessa Juventus e il Barcellona. Saranno i blaugrana a spuntarla con una offerta mostruosa di 16.5 milioni di euro. Sarà il primo acquisto di Pep Guardiola. Nell’estate del 2009 però, dopo una stagione sottotono (solo 13 presenze, molte per pochi minuti), il Barca decide di rimetterlo sul mercato, insererndolo prima in diverse trattative di acquisto (es. quella, poi fallita, per David Villa) e poi trattandolo col Saragozza (c’era stato anche l’interessamento della Roma). Ma il giocatore fa capire da subito, tramite il suo procuratore Daniel Fonseca (nostra vecchia conoscenza) di gradire solo il Barca e la Juventus, e nessun’altra destinazione. L’accordo con la Juventus viene trovato a fine luglio, quello col Barca dovrebbe essere raggiunto sulla base di un prestito con diritto di riscatto.

TATTICA
Màrtin Càceres è un difensore centrale, destro di piede, che può però giocare indistintamente in tutti i ruoli della difesa. Giusto per far capire la sua versatilità, basta analizzare dove ha giocato le ultime 4 partite con la Nazionale: il 27 marzo 2009 ha giocato terzino sinistro contro il Paraguay, il 31 marzo 2009 ha giocato terzino destro contro il Cile, il 5 giugno 2009 centrale aggiunto contro il Brasile e infine il 9 giugno sempre a sinistra contro il Venezuela. Oscar Tabarez (altra vecchia conoscenza..), CT dell’Uruguay, lo ritiene comunque titolare, a prescindere dal ruolo. Ha sempre giocato comunque, in tutte le sue squadre, con la difesa a 4, quindi non dovrebbe avere problemi di cambio modulo. Di solito, quando gioca centrale, va a marcare il centravanti avversario “a uomo”, vecchio stile, non lasciandolo respirare e francobollandosi; da terzino, invece, gioca di fatto da centrale aggiunto, molto bloccato dietro, pronto a fare le diagonali e a liberare l’area da ogni pericolo: non è insomma un fluidificante, e raramente (anzi, praticamente mai) va sul fondo per il cross. Sui calci d’angolo difensivi resta in area, naturalmente, difendendo per lo più a zona (ma questi saranno compiti di Ferrara, eventualmente), mentre ama salire in attacco durante corner e calci di punizione per sfruttare le sue abilità aeree. In Uruguay più che in Europa provava spesso ad impostare da dietro, ma in Spagna ha imparato a limitarsi: gli è comunque rimasto il gusto per il lancio lungo, che fa parte del suo repertorio.

QUALITA’ FISICHE
E’ alto 1.82 m e pesa 77 kg circa. Nonostante non sia altissimo, è comunque dotato di un ottimo stacco e di un buon colpo di testa. La sua caratteristica più impressionante è comunque la velocità e l’allungo: raramente ho visto un centrale con la sua velocità. Non a caso in Spagna è spesso paragonato a Puyol e Sergio Ramos..

CARATTERISTICHE
Màrtin ha grandi qualità e qualche difetto. Cominciamo dalle qualità, che sono comunque tante. Innanzitutto il piede: è un destro naturale ed è in grado anche di effettuare lanci lunghi e impostare l’azione da dietro. Certo, non è un regista, ma un difensore che gioca centrale nel Recreativo e poi nel Barcellona impara in fretta a gestire il pallone e a non buttarlo a casaccio. Altra qualità: le doti fisiche. E’ come detto velocissimo, e questo gli permette di effettuare recuperi spettacolari e di giocare anche spostato come terzino, non facendosi quasi mai superare in velocità se “puntato” dall’ala avversaria. Ancora: è fenomenale come tempismo nelle scivolate. Raramente ho visto un centrale della sua età con tanta classe negli interventi in tackle. Gli ho visto letteralmente sradicare il pallone dai piedi di Aguero, per fare un esempio, e vi assicuro che non è facile. Ultima qualità importante: sa staccare bene di testa, nonostante la stazza. Poi cominciano i difetti: a volte è troppo “duro” negli interventi (si innamora troppo dei tackles, essendo bravo) e guadagna qualche cartellino giallo di troppo o concede punizioni dal limite che un buon difensore non dovrebbe concedere. Ma imparerà. A volte inoltre “perde” il proprio attaccante sui cross o sbaglia il tempismo (lo stacco ce l’ha, il timing un pò meno, a volte), ma anche questo è piuttosto normale per un difensore della sua età, e già Guardiola l’anno scorso ha lavorato molto su questo aspetto facendogli svolgere esercizi specifici. Per il resto direi che, specie con un allenatore come Ferrara, si tratta di difetti correggibili e dovuti alla eccessiva foga e all’età.

IMPRESSIONE GENERALE
La base su cui lavorare è secondo me ottima: abbiamo di fronte un bel pezzo di legno di pregiata fattura da modellare con scalpello e martello, e il risultato finale potrebbe essere davvero buono. Non aspettiamoci immediatamente un difensore ai livelli di Cannavaro e Chiellini, ma un prospetto di ottime speranze sì. Chiudo con un paragone con Serdar Tasci, altro difensore centrale che ho osservato a lungo e che è stato molto vicino alla Juventus: rispetto al tedesco, Màrtin è più grezzo, probabilmente più talentuoso, meno sicuro, più appariscente, meno pronto. Ma, appunto, si può lavorare molto anche perchè, la qualità più importante che non ho elencato e che possiede in abbondanza, è la personalità e la voglia di emergere.

 

Grazie Antonio ACB per la scheda
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martedì, 16 giugno 2009
Gol d'antologia compie oggi un anno e festeggia le 11 mila visite. Grazie a tutti

compleanno-unart
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martedì, 16 giugno 2009
Un altro Rossi tornare a scaldare i cuori italiani. E' nato un nuovo idolo azzurro

domenica, 14 giugno 2009

Da Calcionews24.com (che ringraziamo)

Chi è
Nome: Aly Cissokho
Data di nascita: 15 Settembre 1987
Luogo di nascita: Blois
Ruolo: Terzino sinistro
Altezza: 1,82 m
Peso: 75 Kg
Scheda:
Pochi giocatori possono vantare una salita alla ribalta tanto rapida e inaspettata come quella di Aly Cissokho. In meno di un anno solare il terzino sinistro è passato dalla Ligue 2 francese (Gueugnon), alle prestazioni straordinarie dell’Old Trafford, al milionario trasferimento al Milan. Tuttavia, analizzando più da vicino l’andamento e la crescita del giocatore, probabilmente non rimarremo sorpresi allo stesso modo della sua scalata. Le corse devastanti di Cissokho sulla fascia sinistra, i cross precisi e tesi, la forza nel tackle ed un senso della posizione che migliora di partita in partita lo rendono un talento capace di diventare tra i migliori al mondo nel suo ruolo.
Secondo un certo tipo di pensiero calcistico moderno, il terzino ricopre una delle posizioni cruciali di una formazione. L’impatto di Cissokho nell’economia di gioco del Porto ha fatto si che il club portoghese abbia potuto lottare per i massimi vertici. Il giocatore è arrivato all’Estadio do Dragao questo Gennaio, dopo appena cinque mesi passati al Vitoria Setubal. L’allenatore Jesualdo Ferreira non ha esitato nel gettare il 21enne nella mischia, e in questi pochi mesi il francese ha dimostrato di avere carattere e potenziale sin dalla prima partita, contribuendo alla strisca vincente dei lusitani.
La fiducia di cui ha goduto da parte di Ferreira ha certamente incrementato il suo rendimento, culminando con quella prova sublime all’Old Trafford. Nonostante l’eliminazione dalla Champions Leasgue, Cissokho ha continuato a lavorare sodo, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva. Il giocatore pare sempre più completo, nonostante la sua giovane età.
Ci si può meravigliare poco se i top club d’Europa si sono interessati a lui in vista del mercato estivo. Secondo il suo allenatore al Setubal, Dauto Faquira, parte del successo di Cissokho è dato dal suo comportamento corretto e dalle sue giocate ‘pulite’: “Cissokho vuole imparare sempre di più. E’ venuto da una serie minore francese, ed è sempre stato incline ad apprendere le nozioni che gli venivano impartite. Ci mette tanto impegno negli allenamenti e vuole migliorare in continuazione. Ha fatto un grosso sforzo per imparare il portoghese, in modo da assimilare al meglio tutte le informazioni che recepiva. E’ un giovane molto competitivo ed ambizioso”.
Ora passa al Milan, si dice, per 15 milioni di euro. Leonardo ha avuto il terzino che voleva, dotato di grinta, carattere e forte propulsione offensiva. Starà a lui sgrezzare il talento di Cissokho e farlo ambire ad entrare tra i migliori al mondo nel suo ruolo.
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categoria:recensioni, news, mercato, volti nuovi, piccoli fenomeni crescono
giovedì, 11 giugno 2009
Secondo indiscrezioni provenienti da Madrid sarebbe questo il Real disegnato da Florentino Perez. A fine mercato lo confronteremo

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martedì, 09 giugno 2009
Il grande tormentone del calcio contemporaneo è terminato

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lunedì, 08 giugno 2009


Una delle domande ultimamente più in voga nei bar sport italiani. Non tutti gli appassionati di calcio hanno l'opportunità e la voglia di seguire il calcio estero. Prendo da footballart (ringraziando Kubala che non se la prenderà) una bella scheda che descrive l'attaccante rivelazione di questa stagione calcistica appena conclusa.

Destro naturale, longilineo asciutto (192 cm per 80 kg) è un attaccante bosniaco, classe 1985, che gioca nelle fila del Wolfsburg.
Leve lunghe ma buone capacità tecniche, è un centravanti di movimento che attacca bene la profondità rompendo con tempismo la linea del fuorigioco dimostrandosi freddo e preciso nell'uno contro uno a campo aperto. Bravo nel fare la sponda, preferisce tuttavia allargarsi per poter giocare faccia alla porta e tentare l'uno contro uno in percussione. Rapido nel breve, mantine una buona velocità anche in allungo. Bravo a calciare più di precisione che di potenza, con entrambi i piedi.
Bravo di testa, anche in questo caso meno bene spalle alla porta sui rinvii lunghi rispetto ai crosso tagliati dove può far valere la sua agilità e rapidità nel breve e il suo intuito nel posizionamento. Una delle sue qualità migliori infatti è la sua bravura nell'interpretare al meglio le diverse situazioni tattiche. Non eccelle in nulla ma risulta essere un attaccante abbastanza completo. Giovane ma non giovanissimo, ha disputato quest'anno la sua prima vera grande stagione ad alto livello trascinando la sua squadra verso un'impensabile, a inizio stagione, vittoria del titolo tedesco, giocatore di gran moda in Germania, è chiamato la prossima stagione a confermarsi per poter in futuro aspirare a un ruolo da "star" del calcio mondiale. Molti club importanti lo seguono, si dice anche il Milan. Per caratteristiche e valore potrebbe essere un acquisto azzeccato, ma come detto, è chiamato a confermarsi.


giovedì, 04 giugno 2009
81 presenze in maglia neroazzurra, 28 gol (non moltissimi, ma per la maggior parte pesantissimi), 3 scudetti e qualche coppa nazionale: lascia l'Inter uno dei centravanti più completi che abbia mai visto in Italia. Adios Hernan, ci rivedremo da avversari.
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categoria:mercato, gollazzi, geni del calcio, è storia
martedì, 02 giugno 2009

Per trovare tracce della cronaca del processo di Napoli alla presunta cupola di Calciopoli dobbiamo sfogliare le pagine di google fino ai blog juventini
.

da. ju29ro.com

Una giornata durata 10 ore, un processo pesante che probabilmente a molti media non interessa più, tanto da inviare pochi effettivi ad assistervi.

Anzi, a giudicare dalle pubblicazioni sui siti delle più note testate nazionali, e a giudicare dal disinteresse mostrato dalle tv generaliste, sembrerebbe proprio che di inviato ce ne fosse uno solo, incaricato di scrivere per tutti.

Molto probabilmente si tratta dell’inviato dell’ANSA, perché l’agenzia è la fonte alla quale molti siti fanno riferimento, ad avvalorare la tesi del copia/incolla: viva la professionalità dei giornalisti nostrani!

Eppure il delirio di Nucini, un arbitro che le cronache dell’epoca descrivevano come scarso (ma scarso per davvero!), famoso per l’amicizia con Facchetti (cementata da un cartellino rosso risparmiato all'interista Di Biagio in una gara contro l’Udinese) e diventato, in piena attività arbitrale, confidente privilegiato dell’allora presidente nerazzurro, avrebbe meritato un minimo di attenzione e approfondimento.

Non fosse altro che per “salvaguardare la memoria” dello scomparso Presidente nerazzurro al quale Nucini era solito far confidenze durante le loro assidue frequentazioni, e per il quale aveva addirittura redatto un dossier (diario lo chiama), nel quale venivano riportati “i giudizi positivi espressi dai designatori in partite in cui registrava errori a favore della Juve o a svantaggio delle avversarie. Giudizi che, nei casi opposti (errori contro Juve o a favore di rivali), erano invece negativi”.

Un “diario” portato in aula ieri come prova e consegnato ai giudici.

I quotidiani sportivi ignorano la notizia in prima pagina.

Tuttosport si dedica al mercato e alle polemiche sulla stangata disciplinare al Toro, la Gazzetta in taglio alto magnifica la finale di Champions League, ma il titolo centrale riguarda Maldini che polemizza col Milan colpevole di non averlo difeso dalla contestazione degli ultras. Il Corriere dello Sport tratta di Champions League, panchine ballerine, di Figo che prenderà il posto che fu di Facchetti quale “ministro degli esteri nerazzurro” (per quel ruolo è evidentemente necessario uno dalla firma facile: Facchetti con le fidejussioni e l’ex “pesetero” con i contratti), e, per finire, la notiziona della firma di Aquilani che si lega fino al 2013 all’infermeria della “squadra che ama”.

Repubblica, nella versione online, come d’abitudine, presenta la vicenda in modo colpevolista, arrivando addirittura ad omettere le eccezioni degli avvocati della difesa, che, nella versione accreditata all’ANSA, incastrano Nucini su quella che è una menzogna, relativa all’ostracismo che la cosiddetta Cupola gli avrebbe praticato precludendogli ogni possibile direzione in serie A in seguito a quel famoso Juventus-Bologna del 2000/01 in cui fischiò un rigore inesistente a favore dei rossoblù. In realtà, Nucini, non solo arbitrò ancora la Juve nello stesso campionato dopo sole 8 giornate (Juve-Reggina 1-0) ma diresse gare di serie A anche nei campionati successivi, fino al 2004-05. Quindi è totalmente falso quanto sostenuto da Nucini: ”Da allora non ho mai più arbitrato in serie A”, ma a Repubblica non sembra interessare tutto questo, come peraltro non vengono citate le palesi contraddizioni tra le dichiarazioni del teste rilasciate ieri, rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Nucini durante le indagini, soprattutto a proposito della famigerata scheda sim, la “pistola fumante” che lui avrebbe gettato una volta venutone in possesso.

Le obiezioni vengono riportate da Tg com e Sportmediaset, fedeli alla pratica del “copia/incolla”, addirittura le stesse frasi e persino gli stessi refusi; in due frasi consecutive l’ex fischietto bergamasco viene chiamato prima “Nucini” e subito dopo “Lucini”.

Passata la nottata, disponibili le edizioni cartacee, sfogliando le pagine ci troviamo davanti ad uno scenario dove regna l’indifferenza, anche se, una volta tanto, qualcuno presenta l’avvenimento in modo quantomeno verosimile.

“Libero” (dalle cui colonne aspettiamo, però, il consueto articolo di Luciano Moggi), “Il Giornale” e soprattutto il “Corriere della Sera” non dedicano una sola riga all’udienza di ieri. Decisamente strano il silenzio del Corriere; certo oggi è il giorno della finale di Champions League, evento che reclama il suo spazio, però c'è un fatto: ieri è stata una giornata particolare per la figura di Facchetti in quanto presidente dell'Inter. Particolare perché è venuto fuori che l'ex terzino nerazzurro aveva al suo "servizio" un arbitro in attività; qualcosa di estremamente grave come ugualmente grave era stata a suo tempo l'indagine condotta dalla giustizia sportiva a suo carico per i famosi pedinamenti (con sentenza di non procedibilità perché defunto nel frattempo). A pensarci bene (o male, fate voi, cari lettori) forse il silenzio del Corriere va ricercato in un motivo che l'alibi della finale di Roma nasconde come la coperta di Linus, soprattutto perché in totale contrapposizione alla linea tenuta dallo stesso quotidiano alcuni giorni fa, quando, da perfetto paladino dell’accusa, il giornale di De Bortoli uscì con un pezzo fuorviante e faziosamente bugiardo. E di sicuro al più presto di questo dovremo riparlare.
Repubblica, fedele all’edizione online comparsa nella serata di ieri, esce con 5 mezze righe del solito tenore: "Udienza a Napoli su Calciopoli. "Se sbagliavi a favore della Juve arbitravi in A, se sbagliavi contro in B" ha detto l'ex arbitro Danilo Nucini. Sentiti anche altri due testimoni, l'ex dirigente Franco Dal Cin e l'ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara".

Quindi, silenzio dai giornali istituzionali: e gli sportivi?

Nessun cenno in prima pagina, come riportato sopra, ma all’interno le sorprese fioccano:

Tuttosport dedica mezza pagina a "Nucini: i buchi dell'accusa" in cui si evidenziano principalmente le contraddizioni dell'accusa, e, mentre si annota che "irrompe Facchetti", c'è dell'ironia quando si riporta la frase di Nucini su Facchetti secondo la quale l’ex presidente nerazzurro fosse “l'unico onesto nel mondo del calcio, ironia che traspare soprattutto dalla chiusura dell’articolo, nella quale è riportata la deposizione di Gazzoni Frascara che accusa (con tanto di virgolette), Facchetti di essere stato con tutta probabilità l'intermediario per la discussa fidejussione che garantì l’iscrizione al campionato della Reggina.

Ma il contenuto più succulento è quello della Gazzetta, dal 2006 il braccio mediatico “ufficiale” dell’accusa. Il giornale rosa spara le cartucce col titolo "Premi per sbagli pro-Juve" ma poi nell'articolo è costretto a riportare delle "tante contraddizioni, i difensori incalzano"; quali siano le contraddizioni, la Gazzetta non lo dice… Il punto saliente? "L'ex arbitro ha ricostruito i passaggi che lo portarono a rivolgersi a Giacinto Facchetti per le sue 'vicissitudini''. Quando cominciò questa frequentazione? Cosa raccontò a Facchetti? Cosa fece il dirigente dell'Inter? I difensori lo incalzano. Lui resiste. E parla di un 'memoriale' raccolto in file di circa 250 pagine, sintetizzato in una sorta di elenco, relativo al campionato 2001-02, quello del 5 maggio, nel quale vengono indicati gli errori commessi dai vari arbitri o assistenti e “premiati” o “puniti” a seconda del vantaggio o dello svantaggio prodotto alla Juventus. “Queste diversità di trattamento a fine stagione le feci vedere a Facchetti”. E questi cosa fece? C'è un esposto (ma chi lo aveva presentato?) alla Procura di Milano. Nucini fu convocato dalla pm Ilda Boccassini. Di cosa parlaste? incalzano i difensori. “Del mondo del calcio” gli estorce il presidente Teresa Casoria dopo vari tentativi di non rispondere. Ma perché di queste vicende non parlò mai con l'Ufficio indagini della Figc? “Non mi fidavo”. Racconta anche della scheda telefonica ricevuta da Fabiani. Tante contraddizioni, i difensori incalzano".

In sostanza, la Gazzetta tenta di resistere, molto più di quanto abbia resistito in realtà Nucini, ma non può esimersi dal riconoscere quanto la puzza di imbroglio ormai stia per rendere irrespirabile l’aria.

A partire dagli uffici “rosa” di Via Solferino, dove qualcuno comincia a farsela addosso. Per quanto ci riguarda, possiamo solo chiedervi di seguirci, e vi racconteremo come in molti correggeranno il tiro degli insulti feroci dispensati dal 2006.
A partire da stasera intanto, amici lettori, pubblicheremo tre articoli, uno per deposizione (Dal Cin, Nucini, Gazzoni Frascara), basati sulla registrazione dell'udienza messa a disposizione da Radio Radicale. Capirete meglio perché la Gazzetta nasconde le contraddizioni di Nucini, capirete meglio cosa bolle in pentola al processo.
sabato, 30 maggio 2009


GRAZIE



di seguito il bell'articolo di Gazzetta.it


 Il dato più impressionante è l'ultimo: è stato il giocatore più presente di questa stagione, la sua ultima con la Juventus. A quasi 37 anni. L'età giusta per dire addio. O almeno così ha deciso Pavel Nedved. Le 43 presenze dell'anno calcistico di grazia 2008-09 avranno un'unica, ultima appendice, quella di domani: Juve-Lazio. Poi sarà finita. Con la Juve, ma forse non con il calcio. Nedved lascia.

IL CAMPIONE — Restano negli occhi dei fotogrammi nitidi. Anzitutto quella zazzera bionda avvistata sui campi italiani dal 1996: spettinata e sempre in movimento, come il puntino di un navigatore di un macchina da calcio perfetta. Atleta naturale, campione costruito. Ad una corsa inesauribile, e quasi insolente per gli avversari, che dovevano rincorrerlo anche da ultratrentenne, ha aggiunto una tecnica eccellente, affinata allenamento dopo allenamento. Con pazienza e cultura del lavoro. Lui, tutto casa e campo. Lui che ha sempre parlato poco, ma che ha sempre fatto parlare il campo. Con le prestazioni a tutto campo: moto perpetuo, fisico, grinta e gol. Tanti. 65 solo con la Juve. Come un attaccante. Il tiro è stato il pezzo pregiato del suo repertorio: violento, preciso. Di destro, di sinistro. Su azione, su punizione. Grande facilità di calcio, ed enorme velocità di esecuzione, nel coordinarsi. Campione perchè capace di esaltarsi nel clima da battaglia sportiva, vincente nato perchè il desiderio di prevalere era superato solo dal rifiuto di perdere. Lui che ha vinto con la Lazio e con la Juventus 5 campionati (due revocati), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa. Più due volte la Coppa Italia e 4 la Supercoppa italiana. Lui, il giocatore di squadra per antonomasia che ha vinto anche il trofeo individuale forse più prestigioso: il Pallone d'Oro nel 2003.

I RICORDI — I gol nei derby romani, ben 4, tre sinonimo di vittorie. Come quello dell'8 marzo 1998: di esterno sinistro, con palla colpita a pochi centimetri dalla linea di fondo, con traiettoria impossibile. Ma vera. E ancora la rete che piegò il Maiorca di Cuper e consegnò la Coppa Coppe alla Lazio di Mancini e Vieri, di Salas ed Eriksson. Poi 326 presenze e 65 gol con la Juve. Le istantanee in bianconero sono più recenti e altrettanto lucenti: la rete a Barcellona in Champions, che aprì la strada al successo bianconero al Camp Nou, quello poi griffato Zalayeta. E poi quel Pallone d'Oro alzato al cielo: brillante come la sua zazzera. Datato 2003. Nel mezzo tante corse e qualche caduta. La più rovinosa lo privò della finale di Champions di quell'anno, per colpa di un'ammonizione tanto ingenua quanto impietosa dell'arbitro svizzero Meier che gli tolse la sfida con il Milan. La Champions, il suo cruccio. L'unico grande rimpianto di una carriera favolosa con club e con la nazionale della Repubblica Ceca - ricordate il suo duello con Buffon all'ultimo Mondiale? -, sempre di corsa, senza tentennamenti. Anche quando si è tratto di scendere in serie B con la Juve. L'unico tentennamento è stato vicino al capolinea, su quando fermarsi. Ma il momento è arrivato.

Riccardo Pratesi
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categoria:news, geni del calcio, a mente calda, le grandi storie, è storia
giovedì, 28 maggio 2009
Da Calcionews24



Chi è

Nome:  Nicolas Santiago Bertolo
Data di nascita:  2 gennaio 1986
Luogo di nascita:  Cordoba
Nazionalità: Argentina
Ruolo:  centrocampista
Altezza:  180 cm
Peso:  75 kg

Dati

Cresciuto nelle giovanili del Boca Juniors, Nicolas Bertolo non ha vestito a lungo la maglia azul y oro in “Primera Divisiòn”. L’esordio arriva il 10 gennaio 2006 contro il Velez Sarsfield, nel match concluso sul 3-2. Nonostante la vittoria in Copa Libertadores, per lui ci saranno solo una manciata di presenze con la squadra della Bombonera. Nel 2007 passa in prestito al Nacional de Montevideo, in Uruguay, scelta strana per chi proviene dal campionato argentino con grandi aspettative per il futuro. Nicolas, dall’altra parte del Rio de La Plata, diventa l’idolo dei tifosi, che lo vorrebbero trattenere in squadra, ma il Boca non vuole sentire ragioni e lo fa tornare alla casa amarilla. Anche stavolta però per poco tempo, dato che viene subito dirottato al Banfield. La sua cessione in comproprietà al club del “Taladro” è stata considerata da molti come il più grosso errore di mercato degli ultimi anni del Boca, dato che Bertolo comincia ad inanellare prestazioni di primo livello, venendo votato come miglior centrocampista dell’Apertura 2008 e attirando su di sé l’attenzione di molti club europei, tra cui il Manchester United, che manda più volte  i propri osservatori a Buenos Aires per osservarlo.

Statistiche

2006/2007      Boca Juniors      10 presenze      1 gol
2007/2008      Nacional              18 presenze      4 gol
2008/2009      Banfield                28 presenze      8 gol

Caratteristiche

Nicolas Bertolo è il classico numero 8 argentino, che sa farsi sentire in fase di interdizione ma soprattutto si inserisce in zona gol. E’ un tuttofare prezioso, che regala equilibrio alla squadra. E’ dotato di una discreta velocità, unita ad una tecnica di base di buon livello. Sa unire l’efficacia in fase di copertura ad uno straordinario tempismo nel seguire l’azione offensiva. I numeri parlano chiaro d’altra parte: 12 reti in 46 presenze, niente male per un centrocampista. Per ben due volte il quotidiano sportivo argentino ‘Olè’ ha titolato che il Banfield è una squadra costituita da Bertolo + altri 10. Ora Bertolo passa al Palermo, per una cifra che si aggira intorno ai 5 milioni di dollari (poco meno di 4 milioni di euro). Il DS rosanero Sabatini è volato ieri a Buenos Aires per chiudere l’accordo con Banfield e Boca Juniors. L’intesa con il giocatore non dovrebbe essere un problema. Il club siciliano ha sicuramente portato a termine un ottimo affare, soprattutto se Ballardini vorrà riproporre il modulo a rombo, in cui Bertolo sarebbe un eccellente interprete nella posizione di centrocampista sinistro.

 

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categoria:news, mercato, volti nuovi
giovedì, 28 maggio 2009
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Quest'anno il dio del Calcio è blaugrana.
Grazie
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categoria:è storia
lunedì, 25 maggio 2009
Nuova rubrica inaugurasi (sperando di trovare il tempo di completarla).

Non è un segreto che su gda si stimi particolarmente Josè Mourinho. Quest'anno lo S1 è stato come sempre il più vincente nel campionato nel quale ha militato ed è riuscito per la terza volta di fila a vincere il campionato al primo colpo. Fenomeno vero. 
C'è un però: ha deluso le aspettative di chi (come chi scrive) si aspettava un Inter in grado di parlare la sua forbita lingua calcistica fatta di veloci e perentorie transizioni e elaborate trame triangolari in grado spesso di regalare spettacolo (per chi piace questo tipo di gioco).
Così non è stato, o almeno non è stato durante  l'intero arco della stagione. Ha avuto il grande merito di lanciare in grande stile Davide Santon ma contemporaneamente ha tarpato le ali di Jimenez e di Amantino Mancini. Ha perso alla grande la partita Quaresma. Ha vinto invece la battaglia mediatica riuscendo a creare attorno a sè la solita aura di perpetua sfida, azzittendo giornalisti, coniando frasi e soprannomi ad effetto distogliendo l'attenzione dai veri problemi della squadra, su tutti il gioco Ibra-dipendente e la scarsa propensione europea del suo gruppo. Da comprendere nel conto anche le volte in cui ha ecceduto nelle provocazioni sconfinando nella mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi ma si sa che il calcio in Italia è una guerra.
In complesso Josè Mourinho è promosso ma come spesso dicono i professori POTREBBE FARE MOLTO DI PIù.

di seguito la migliore intervista della stagione. Josè con Vialli e Rossi a "Attenti a quei due" SKY



venerdì, 22 maggio 2009
Rivelazione dell'incerto Clausura 2009 l'Huracan di Javier Pastore (gran bel giocatore, 3/4ista che interessa a Inter, Real e Porto) e De Federico annienta il blasonato River Plate con un secco 4-0. Highlights dei gollazzi di Pastore e company.



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categoria:news, record, gollazzi, geni del calcio
venerdì, 22 maggio 2009
Non per niente si parla di un forte interessamento del Napoli...
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categoria:gollazzi
giovedì, 21 maggio 2009
Mercoledì si deciderà verosimilmente anche l'assegnazione del Pallone d'oro. Abbiamo dato uno sguardo ad una interessante classifica. Quella per squadre. Juventus saldamente in testa (con anche 3 italiani su 4 totali). (da Wikipedia)

Immagine
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categoria:record, a mente fredda, è storia
giovedì, 21 maggio 2009
ammiriamo il grandissimo gol di Lazzari a Reggio Calabria
postato da: Geek alle ore 12:32 | Permalink | commenti
categoria:gollazzi